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Dal Libano all'Italia alla scoperta delle aree protette


Una settimana di scambio tra i Parchi del nord Italia e la Riserva della Biosfera dello Shouf.

Tra il 18 e il 23 novembre Istituto Oikos ha ospitato una delegazione libanese di Al-Shouf Cedar Society, l'organizzazione che gestisce la Riserva della Biosfera dello Shouf, famosa per le sue magnifiche foreste di cedri millenari. La visita di studio è stata organizzata, grazie al contributo dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo di Beirut, con l'obiettivo di favorire lo scambio di esperienze tra la più grande area protetta del Libano e le aree protette del nord Italia. La delegazione, composta da 8 membri afferenti ai diversi settori della Riserva mediorientale, ha iniziato la visita dal Parco lombardo del Ticino, dove ha condiviso la visione comune di promuovere prodotti locali che rispettino criteri di sostenibilità con Ester produzioni, la cooperativa che gestisce il centro ex Dogana del Parco del Ticino. Al Parco Nazionale dello Stelvio gli ospiti hanno incontrato il direttore del settore trentino dell’area protetta e visitato, tra le altre cose, il nuovissimo centro visite di Cogolo. La delegazione ha quindi scambiato esperienze con la Società Alternativa Ambiente, che gestisce la didattica presso la casa del Parco dell’Adamello lombardo di Vezza d’Oglio, e conosciuto la straordinaria ricchezza geologica del Parco Naturale Adamello Brenta presso la Casa del GEopark di Carisolo. 
Questa preziosa occasione di scambio ha rafforzato la collaborazione tra Istituto Oikos e la Riserva della Biosfera dello Shouf, che da qualche anno si è concretizzata nell'importante progetto di reintroduzione dello stambecco del deserto sui monti del Libano, dove la specie è sparita poco più di un secolo fa. L’estensione della Riserva la rende infatti idonea per la conservazione di mammiferi di medie dimensioni, come il lupo, il gatto libanese e lo stambecco. 

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