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Conoscere insieme lo stambecco delle Alpi


Grazie al progetto Ibex Stambecco Lombardia tutti possono contribuire alla conservazione di questa specie vulnerabile

Il periodo estivo è ideale per le gite in montagna, per immergersi nella natura e osservarne le bellezze. Da quest’anno, durante le escursioni sulle montagne lombarde è possibile contribuire alla raccolta di dati importanti per la conoscenza della distribuzione e del comportamento degli stambecchi. Il progetto di citizen science “Conosciamo insieme lo stambecco” – iniziativa che vuole coinvolgere attivamente i cittadini nella raccolta di informazioni e dati di carattere scientifico – è iniziato nel 2017 per iniziativa del CAI sezione di Bergamo ed è ora esteso a tutta la regione Lombardia.


Partecipare è facile: innanzitutto è necessario prestare attenzione alla presenza degli stambecchi nei pressi di rifugi e sentieri. Le informazioni da raccogliere riguardano il numero di esemplari, il loro sesso, la località e la data dell’avvistamento. Per trasmettere questi dati agli esperti è necessario compilare una cartolina che è distribuita nei rifugi e nei negozi Sport Specialist della Lombardia.
In alternativa o in aggiunta alla cartolina, è possibile anche scattare anche delle fotografie agli stambecchi e condividere fino a 5 scatti indicando il giorno, l’ora e il luogo di avvistamento. In questo modo, oltre a contribuire alla georeferenziazione degli ungulati, si potrà partecipare a un contest fotografico.
Tutti i dati raccolti possono essere consegnati in formato cartaceo negli stessi rifugi e negozi di ritiro dei pieghevoli oppure  inviati via email (info@stambeccoorobie.it), tramite il sito, su Facebook, su Instagram o utilizzando l’app Biodiversità.


Lo stambecco, quasi completamente scomparso dalle Alpi agli inizi dell’800, è stato salvato dal rischio di estinzione da re Vittorio Emanuele II che nel 1856 istituì una riserva reale per proteggere gli esemplari ancora rimasti in vita in Val d’Aosta. Da quella riserva è nato, nel 1922, il Parco Nazionale del Gran Paradiso. Nel corso dei successivi decenni, grazie a una serie di operazioni di reintroduzione cui anche Istituto Oikos ha contribuito, questa preziosa specie è tornata su gran parte delle Alpi centrali. A partire dagli anni ‘80 Regione Lombardia ha promosso un piano di reintroduzione di questo ungulato grazie al progetto Stambecco Lombardia. Oggi, nella Regione, sono presenti 14-16 colonie per un totale di oltre 3.500 stambecchi.

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