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Nuove campagne di pulizia oceani in Myanmar


Un gruppo di sub esperti ispezionerà i fondali dell’area Nord del Parco Nazionale Marino di Lampi per individuare reti fantasma

Le reti da pesca abbandonate in mare silenziosamente continuano il loro lavoro, lontano dagli occhi di tutti, minacciando la vita marina. Contribuiscono inoltre all’inquinamento da macro e microplastiche degli oceani, con un impatto negativo sugli ecosistemi sia marini che terrestri. La loro rimozione è indispensabile per la salvaguardia degli oceani e per il benessere delle comunità locali del Myamar, la cui sopravvivenza dipende interamente dalle risorse marine.
Istituto Oikos e Myanmar Ocean Project, affiancati da un gruppo di cinque sub esperti, iniziano oggi una missione di dieci giorni nelle acque a Nord di Lampi (Regione del Tanintharyi, Sud Myanmar) per individuare le aree che necessitano di interventi urgenti di rimozione di materiali da pesca abbandonati in mare.
«Dobbiamo agire! La quantità di reti fantasma che giace sui fondali supera ogni nostra aspettativa – afferma Daw Thanda Ko Gyi, fondatrice e direttrice di Myanmar Ocean Project – Le attività di scouting sono essenziali. L’obiettivo è avere un’immagine complessiva, in modo da essere in grado di pianificare i futuri interventi partendo dalle aree più danneggiate. Per ora inizieremo a rimuovere solo le reti più impattanti, in modo da ottimizzare i tempi di immersione per esplorare il maggior numero di punti possibile». La priorità verrà data alle reti più nuove, perché più difficili da vedere, alle reti a maglia larga, che danneggiano gli animali di grandi dimensioni, e a quelle che ricoprono substrati in cui coralli e animali hanno ancora possibilità di recupero. 
Questa missione segue la campagna di ocean cleanup realizzata a marzo da Myanmar Ocean Project in collaborazione con Istituto Oikos e Flora & Fauna International, grazie al supporto di World Animal Association e National Geographic Society. In quell’occasione sono stati rimossi 140 kg di reti fantasma dai fondali del Parco di Lampi. Altre missioni verranno organizzate nella prossima stagione secca per continuare le operazioni di rimozione.
Le iniziative di ocean cleanup rientrano nel progetto STAR, supportato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo.

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