
Nel distretto di Ibo, in Mozambico, migliaia di persone sfollate interne (IDPs) vivono in condizioni abitative precarie. L’instabilità politica e sociale, unita ai ripetuti eventi climatici estremi che colpiscono l’area, costringono molte, troppe famiglie a vivere in rifugi di emergenza deteriorati, esposti alle intemperie e insufficienti a garantire sicurezza e dignità. Forte di una presenza continuativa nel territorio dal 2014 e di una consolidata esperienza negli interventi di costruzione e riabilitazione, Istituto Oikos interviene per rispondere ai bisogni più urgenti delle comunità sfollate sulle isole di Ibo, Quirambo e Quirimba.
Questo progetto di riabilitazione è stato costruito ascoltando i bisogni e il punto di vista delle famiglie coinvolte, attraverso un’indagine condotta nel maggio 2025 sulle condizioni abitative.
Il nostro obiettivo è ambizioso, l’intervento più che mai urgente: vogliamo migliorare le condizioni di vita delle famiglie più vulnerabili sfollate attraverso la riabilitazione di 310 rifugi di emergenza esistenti. Lo facciamo garantendo soluzioni abitative più sicure e resilienti, e rafforzando al contempo le capacità locali nella manutenzione e costruzione dei rifugi. Punto centrale è infatti condividere le competenze tra artigiani locali, membri della comunità e famiglie coinvolte, affinché le conoscenze tecniche possano essere sfruttate anche oltre la durata del progetto e per interventi futuri.
L’intervento si basa sull’approccio Owner-Driven Approach (ODA), che coinvolge attivamente le famiglie nel processo di riabilitazione delle proprie abitazioni. Forniamo supporto tecnico, materiali da costruzione e kit di attrezzi, e promuoviamo l’uso di tecniche costruttive tradizionali e di materiali disponibili localmente (bambù, corde in gomma, pali in legno) per rendere le strutture più sicure e ridurre i costi di manutenzione. Squadre di artigiani locali lavorano al fianco delle famiglie sfollate: un modo efficace per favorire lo scambio di competenze e il rafforzamento delle capacità comunitarie.
L’approccio partecipativo garantisce che ogni intervento risponda ai bisogni reali delle persone, promuovendo una collaborazione duratura tra famiglie, artigiani e autorità locali.