Prevenire, ridurre, replicare: un laboratorio di futuro per territori senza sprechi
Le azioni di RIDUCITI si articolano in tre ambiti operativi, pensati per accompagnare il territorio dalla conoscenza del problema alla sperimentazione concreta di soluzioni replicabili.
1. Analisi e mappatura del contesto
Analizziamo le normative vigenti e raccogliamo dati su buone pratiche da entrambi i lati della frontiera. L’obiettivo è capire cosa funziona, chi è coinvolto, quali sono gli ostacoli e come costruire una base comune per interventi efficaci e replicabili.
2. Elaborazione della Strategia e strumenti operativi
Sulla base della mappatura, RIDUCITI definisce una strategia condivisa, frutto di un processo partecipativo con istituzioni e stakeholder dei due Paesi: un tavolo di lavoro transfrontaliero sarà uno spazio di confronto per coordinare le azioni e favorire sinergie.
La strategia guida azioni concrete e replicabili, supportata da decaloghi e strumenti pratici per cittadini, scuole, imprese e istituzioni su temi chiave: riuso, riduzione del monouso, sprechi alimentari e consumo di acqua.
La creazione di un’Academy transfrontaliera consente di formare amministratori, professionisti, cittadini e docenti, favorendo lo scambio di competenze e buone pratiche.
In parallelo, definiamo un Piano di comunicazione integrato per analizzare i comportamenti di consumo, in modo da definire messaggi e strumenti mirati per orientare la comunità verso scelte quotidiane più sostenibili attraverso "spinte gentili".
3. Amministrazioni, scuole e cittadini al centro del cambiamento
A questo punto si passa alla fase più operativa: le amministrazioni firmano un patto collaborativo e si impegnano a realizzare azioni concrete di prevenzione, in modo che l’eredità del progetto viva anche dopo la sua chiusura: centri di scambio, riduzione di plastica monouso, sistemi di refill per l’acqua, mense scolastiche sostenibili e supporto ai negozi locali.
Formiamo insegnanti e studenti su buone pratiche, accompagnando indagini sui rifiuti e sperimentazioni concrete. Parallelamente, testiamo una filiera tessile inclusiva: scarti recuperati diventano pannelli termo-fonoassorbenti, dimostrando la fattibilità e l’impatto sociale positivo dei processi di economia circolare.
Una campagna transfrontaliera coinvolge direttamente la comunità con strumenti digitali, eventi pubblici e iniziative partecipative, trasformando la prevenzione in pratica quotidiana.
In ascolto del territorio
Il progetto prende avvio con un percorso di ascolto e coinvolgimento attivo delle comunità di Tartano e Albaredo per San Marco. Lo facciamo attraverso incontri pubblici e momenti di confronto dedicati a cittadini portatori di interesse e giovani: saranno loro al centro di questo processo, con modalità di coinvolgimento mirate. Questi momenti sono pensati per raccogliere bisogni, idee e priorità, valorizzando punti di vista diversi. Gli incontri porteranno a costruire una “mappa di comunità”, strumento che racconta il territorio a partire da ciò che chi lo vive considera significativo: siti storici, bellezze paesaggistiche, ma anche racconti, tradizioni, e luoghi “del cuore”.
Dalle idee a percorsi condivisi
A partire dagli esiti della mappatura verranno selezionati fino a tre temi prioritari. Questi saranno al centro di percorsi formativi curati da attori che, in altri contesti, hanno già sperimentato soluzioni efficaci su temi simili. Da qui nasceranno tre interventi pilota su buone pratiche di fruizione degli ambienti montani. La coprogettazione diventa così uno spazio di scambio e apprendimento reciproco, orientato a produrre risultati concreti e duraturi.
Dall’ascolto all’azione
Al termine del percorso, l’elaborazione di un Piano delle Azioni: un documento operativo per stabilire modalità, tempi e tipologia degli interventi concreti da realizzare.
Lo sviluppo delle singole azioni potrà proseguire oltre la durata del progetto. il Piano nel suo complesso rappresenta uno strumento concreto a disposizione del territorio: una guida pratica per orientare le scelte future e accompagnare, passo dopo passo, il cambiamento messo in atto.
Ricostruire sicurezza e dignità
Il nostro obiettivo è ambizioso, l’intervento più che mai urgente: vogliamo migliorare le condizioni di vita delle famiglie più vulnerabili sfollate attraverso la riabilitazione di 310 rifugi di emergenza esistenti. Lo facciamo garantendo soluzioni abitative più sicure e resilienti, e rafforzando al contempo le capacità locali nella manutenzione e costruzione dei rifugi. Punto centrale è infatti condividere le competenze tra artigiani locali, membri della comunità e famiglie coinvolte, affinché le conoscenze tecniche possano essere sfruttate anche oltre la durata del progetto e per interventi futuri.
L’intervento si basa sull’approccio Owner-Driven Approach (ODA), che coinvolge attivamente le famiglie nel processo di riabilitazione delle proprie abitazioni. Forniamo supporto tecnico, materiali da costruzione e kit di attrezzi, e promuoviamo l’uso di tecniche costruttive tradizionali e di materiali disponibili localmente (bambù, corde in gomma, pali in legno) per rendere le strutture più sicure e ridurre i costi di manutenzione. Squadre di artigiani locali lavorano al fianco delle famiglie sfollate: un modo efficace per favorire lo scambio di competenze e il rafforzamento delle capacità comunitarie.
L’approccio partecipativo garantisce che ogni intervento risponda ai bisogni reali delle persone, promuovendo una collaborazione duratura tra famiglie, artigiani e autorità locali.
Game on per l’azione climatica
Giovani protagonisti del cambiamento
Vogliamo creare una nuova generazione di cittadini consapevoli, preparati e motivati ad affrontare la crisi climatica. Lo facciamo attraverso metodologie innovative e un approccio fortemente collaborativo. Con un obiettivo ambizioso: creare una rete europea di giovani europei impegnati nel contrasto alla crisi climatica.
CLIMATIC: un gioco di ruolo per capire il clima
Con CLIMATIC, gli studenti entrano in un vero e proprio gioco di ruolo che li guida alla scoperta delle dinamiche climatiche globali. Attraverso simulazioni, scelte strategiche e scenari realistici, sviluppano competenze critiche e capacità decisionali sui cambiamenti climatici.
Formare chi educa: un programma dedicato ai docenti
Proponiamo un percorso formativo per gli insegnanti pensato per innovare l’educazione ambientale e portare nelle classi approcci più esperienziali e partecipativi.
Dalla teoria all’azione: co-progettare la sostenibilità a scuola
Studenti e docenti lavorano fianco a fianco per realizzare azioni concrete di sostenibilità all’interno delle scuole: iniziative che migliorano gli spazi, cambiano i comportamenti e rafforzano il ruolo della comunità scolastica.
In rete con l’Europa: scambi transnazionali
Gli scambi internazionali offrono agli studenti una preziosa opportunità di confronto: per creare alleanze, condividere esperienze e rafforzare l’azione collettiva. E trasformano le scuole in luoghi di innovazione, partecipazione e sperimentazione di pratiche sostenibili.
2025-1-IT02-KA220-SCH-000357540
Strumenti per la resilienza
Attraverso la City-to-City Cooperation accompagniamo la Municipalità di Maputo in un percorso di rafforzamento delle proprie capacità. Condividiamo competenze su pianificazione urbana, gestione delle acque e dei rifiuti per ridurre la vulnerabilità climatica
Infrastrutture che proteggono
Nel cuore del quartiere ferroviario contribuiamo a realizzare infrastrutture innovative e capaci di migliorare la qualità della vita quotidiana. Testiamo Nature Based Solution per ridurre i rischi legati alle alluvioni generate da forti piogge, e realizziamo un centro comunitario multifunzionale a favore dei cittadini del quartiere. E mentre le strutture prendono forma, piantumiamo 6 ettari di verde urbano: spazi vivi che restituiscono respiro alla città.
Igiene, salute e opportunità economiche
Migliorare la salute pubblica è essenziale: investiamo nella costruzione e nella riabilitazione di latrine e punti di lavaggio mani in luoghi strategici come scuole, mercati e centri di salute. Allo stesso tempo, promuoviamo l’economia circolare sostenendo l’associazione femminile ComSol, che raccoglie e ricicla i rifiuti. Grazie a formazione tecnica e accesso al mercato, i rifiuti diventano risorsa: fonte di reddito per le donne e occasione di riscatto ambientale per l’intero quartiere.
Educazione alla base del cambiamento
Studenti e insegnanti di cinque scuole di KaMavota imparano a conoscere l’impatto di fenomeni climatici estremi e a rispondere con comportamenti sostenibili. Con programmi di educazione climatica e il modello innovativo di Climate Smart School, pensato per integrare il tema dei cambiamenti climatici nei programmi scolastici. Oltre 1.200 cittadini partecipano a campagne di sensibilizzazione, attività di pulizia e cura del territorio: gesti concreti che rafforzano il legame tra comunità e istituzioni e trasformano lo spazio urbano in bene comune.
Verso una strategia condivisa di gestione
Il cuore del progetto è la definizione di una Strategia per la Gestione Sostenibile delle Foreste Mediterranee (SSMMF), uno strumento operativo calibrato sui diversi tipi forestali e sugli scenari climatici futuri. La strategia è frutto di un processo partecipativo che coinvolge esperti di diversi Paesi e si fonda su un approccio integrato:
- Utilizziamo strumenti geospaziali avanzati per individuare aree prioritarie di protezione e restauro: telerilevamento, GIS e modelli climatici utili alla pianificazione forestale e alla gestione del rischio.
- Sperimentiamo sul campo la strategia in aree pilota in Grecia, Bosnia-Erzegovina e Macedonia del Nord, in modo da raccogliere raccomandazioni operative
- Capitalizziamo i risultati, in modo che le buone pratiche vengano condivisi su scala mediterranea.
La firma di Oikos: trasformare conoscenza in cambiamento
Istituto Oikos gioca un ruolo chiave nel garantire che il valore scientifico del progetto diventi motore di trasformazione concreta. Le attività principali includono la creazione di un corso online su conservazione e gestione delle foreste mediterranee, il rafforzamento della cooperazione nell’area di Prespa/Ohrid (Grecia, Albania, Macedonia del Nord) e lo sviluppo della Strategia Medforval 2026–2035, uno strumento operativo comune per 18 paesaggi forestali di alto valore ecologico collegati dalla rete Medforval.
Il progetto è finanziato dal programma Interreg Euro-MED ed è coordinato dal European Topic Centre on Spatial Analysis and Synthesis (ETC-UMA) dell’Università di Malaga.
Sono coinvolti 7 partner in 6 Paesi europei e mediterranei: Istituto Oikos, The European Topic Centre on Spatial Analysis and Synthesis (ETC-UMA), The International Association for Mediterranean Forests (AIFM), International Centre for Advanced Mediterranean Agronomic Studies of Chania (CIHEAM-MAICh), Centre National de la Propriété Forestière (CNPF), Public institution Galičica National Park (PIGNP), Faculty of Forestry, University of Sarajevo (UNSA FoF).
Donne custodi dei pascoli
Circa 50.000 ettari di terre a rischio desertificazione vengono rigenerati grazie all’impegno delle Rangeland Guardians: 420 donne Maasai formate per rimuovere specie invasive, ripristinare i pascoli e restituire fertilità alla terra. Accanto a loro, 70 giovani imparano a monitorare lo stato di salute degli ecosistemi con strumenti digitali, raccogliendo dati per una gestione più sostenibile del territorio.
Alle donne e ai pastori vengono offerte nuove competenze economiche: corsi di marketplace literacy per gestire in modo più consapevole allevamenti e risorse naturali, unendo tutela ambientale e autonomia finanziaria.
Energia pulita per una nuova autonomia
Ma la resilienza passa anche dall’innovazione. In collaborazione con i partner locali e internazionali, il progetto sostiene a livello nazionale l’agenzia governativa RUWASA nel processo di accreditamento al Green Climate Fund (GCF) e nella creazione di un’unità tecnica per la gestione di progetti idrici sostenibili.
A livello locale, invece, cinque impianti fotovoltaici multifunzione sostituiscono le pompe a gasolio: una piccola rivoluzione che porta acqua potabile ed energia pulita a oltre 8.000 persone e alimenta piccole attività produttive. Inoltre, per contrastare la deforestazione, 5.000 famiglie ricevono stufe a risparmio energetico, distribuite da una rete di 30 ambasciatrici locali: un gesto semplice che migliora la salute, riduce le emissioni e genera nuove opportunità economiche.
Educazione e istituzioni resilienti
La resilienza si costruisce anche attraverso conoscenza e partecipazione. RESTORE forma 328 rappresentanti locali sui temi del rischio climatico e della gestione sostenibile degli ecosistemi, mentre 72 insegnanti e 18.000 studenti vengono coinvolti in programmi di educazione ambientale e cittadinanza globale. Un investimento sulle nuove generazioni, perché riconoscano nella gestione sostenibile delle risorse del territorio la chiave del proprio futuro.
Più discipline, un unico obiettivo
Archeologia, geoarcheologia e studi paleoambientali: usiamo un approccio multidisciplinare per ricostruire la storia degli insediamenti e dei paesaggi antichi. Scavi e analisi del suolo non servono solo a conoscere la storia di questo luogo, ma anche a proteggerlo da interventi illegali. L’obiettivo è ambizioso: valorizzarne il potenziale così da rafforzare la candidatura a sito di interesse culturale e naturalistico.
Conoscenza che si moltiplica
Crediamo che il sapere debba essere condiviso. Per questo, favoriamo lo scambio di know-how tra esperti locali e ricercatori internazionali. Organizziamo percorsi di alta formazione, seminari e workshop, per trasferire competenze e arricchire il sistema universitario libanese con nuove tecnologie e metodologie all'avanguardia. Vogliamo formare una generazione di professionisti, capaci di tutelare e valorizzare il patrimonio con approcci e strumenti innovativi.
Un patrimonio vivo per la comunità
Qalaat el-Hosn non è solo un sito archeologico: è un tassello identitario del territorio. Con attività educative nelle scuole, percorsi guidati per studenti e turisti, e la formazione di nuove guide locali, vogliamo restituire questo patrimonio alla comunità. Non solo: le tavole rotonde con istituzioni, enti di tutela e operatori locali contribuiscono alla definizione di linee guida per uno sviluppo territoriale integrato, capace di coniugare valorizzazione culturale, tutela ambientale e crescita economica.
Un modello di turismo sostenibile che non si limita a osservare, ma invita a partecipare, raccontare e rivivere la storia, la natura e la cultura libanese.
Offriamo a 3 scuole secondarie di secondo grado della Provincia di Varese percorsi formativi e di orientamento innovativi, che rendano le materie STEM più accessibili e stimolanti. Sono coinvolti circa 500 studenti, impegnati in attività che uniscono scienza e sostenibilità. Il percorso li porta a comprendere il valore dei servizi ecosistemici e a esplorare il ruolo delle tecnologie nella tutela dell’ambiente. Le metodologie adottate puntano a stimolare la creatività, la partecipazione attiva e il pensiero critico.
Formazione e orientamento professionale
Circa 360 studenti prendono parte a percorsi formativi condotti da esperti del settore, con lezioni frontali, laboratori scientifici ed esercitazioni pratiche che favoriscono un apprendimento concreto e coinvolgente. Inoltre, 500 studenti partecipano a incontri con professionisti, visite a siti di intervento e uscite didattiche per conoscere da vicino le professioni del futuro nei settori ambientale e tecnologico.
Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento
Ogni scuola coinvolta realizzerà un PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento), con gruppi di 6-7 studenti impegnati in attività sul campo. Questi percorsi permettono di mettere in pratica le conoscenze acquisite e sviluppare competenze professionali e soft skills fondamentali per il futuro.
Formazione docenti e co-progettazione dei percorsi
I percorsi formativi rivolti agli studenti sono co-progettati con i docenti, per adattarsi alle specificità di ogni scuola, ai diversi indirizzi di studio e alle esigenze delle singole classi. Gli insegnanti delle scuole partner partecipano a un percorso di formazione, con sessioni in presenza e online, finalizzate a fornire strumenti didattici aggiornati e metodologie efficaci per integrare le STEM nella didattica quotidiana. L’obiettivo è lasciare un’eredità concreta: kit didattici, manuali e materiali per docenti e studenti, utili a rendere l’intervento sostenibile e replicabile nel tempo.
Un progetto aperto al territorio
STEM-ES si rivolge anche alla comunità, per creare un ambiente favorevole alla diffusione della cultura scientifica e alla valorizzazione delle STEM. Sono previsti eventi di divulgazione, spettacoli di teatro-scienza, passeggiate naturalistiche e attività di monitoraggio ambientale partecipativo. Iniziative pensate per avvicinare la scienza alla vita quotidiana, rafforzando il dialogo tra scuola, famiglie e cittadini, e promuovendo una cittadinanza più consapevole.
Il Fondo per la Repubblica Digitale è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal PNC ed è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta. Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione digitale per diversi target della popolazione come NEET, donne, disoccupati e inattivi, lavoratori a rischio disoccupazione a causa dell’automazione, studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado, operatori dell’economia sociale, persone detenute e in condizioni di vulnerabilità. L’obiettivo è sperimentare progetti di formazione e inclusione digitale e replicare su scala più vasta quelli ritenuti più efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali. Per maggiori informazioni fondorepubblicadigitale.it
Seminare resilienza: l’agricoltura come punto di partenza
Nelle aree agricole e forestali del West Beqaa, promuoviamo pratiche che migliorano la fertilità del suolo, riducono l’uso di fertilizzanti chimici, ottimizzano l’uso dell’acqua e limitano le emissioni. Lo facciamo anche attraverso la sostituzione dei sistemi di irrigazione a gasolio con soluzioni alimentate da energia solare.
Ambienti naturali da ricostruire
Il progetto prevede inoltre azioni concrete di ripristino: nelle zone umide ampliamo le superfici di accumulo idrico, come stagni e bacini, mentre nelle aree forestali degradate piantumiamo specie autoctone per restituire valore ecologico al territorio.
Dati e protocolli per una gestione sostenibile
Monitorare la salute del suolo, della biodiversità e delle risorse idriche è fondamentale per orientare scelte efficaci. Per questo i nostri tecnici ambientali sono periodicamente sul campo per raccogliere dati e sviluppare protocolli tecnici, strumenti indispensabili per gestire in maniera efficace le risorse naturali del territorio.
Scambio di competenze e innovazione agricola
Per diffondere approcci innovativi, creiamo ponti tra Libano e Italia. Esperienze virtuose del mondo agricolo e della ricerca, come quelle del Consorzio Chianti Classico, sono messe a disposizione di agricoltori, tecnici e amministratori libanesi attraverso percorsi formativi teorici e pratici. . Non solo: attività di educazione finanziaria per piccoli produttori e imprese agricole mirano a facilitare l’accesso al credito e promuovere investimenti responsabili.
Il seme della consapevolezza
Anche le scuole e le comunità locali sono parte attiva del progetto. Con percorsi di educazione ambientale e iniziative di sensibilizzazione, contribuiamo a costruire una maggiore consapevolezza sull’importanza di proteggere le risorse naturali. Perché il cambiamento parte dalle persone.