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20/5/2010

In Myanmar al fianco delle comunità locali per tutelare la biodiversità

Lara Beffasti è entrata a far parte dello staff di Istituto Oikos nel 2005, dopo aver conseguito la laurea in Lingue e Culture per la Comunicazione Internazionale presso l'Università degli Studi di Milano. La sua esperienza nell’organizzazione è iniziata all’interno dell’Ufficio Comunicazione, tra promozione di progetti, redazione di comunicati stampa e realizzazione di campagne sociali. Ha approfondito la sua esperienza in campo di cooperazione ed educazione allo sviluppo fino a diventare project manager di “Mergui Archipelago Biodiversity Research Programme”, il progetto di gestione delle risorse naturali in Birmania.

 

Lara descrive così la propria esperienza e il Paese che l’accoglie da più di un anno:
“Il Myanmar è un paese di cui si sa poco. Da fiorente colonia inglese famosa per le sue gemme e i legnami pregiati, in sessant’anni di isolamento è diventato lo stato più povero del sudest asiatico. Ha un passato turbolento, di dinastie in lotta per il potere, e un presente complesso con un cuore birmano che tiene insieme diverse tradizioni etniche. È un paese a diversi strati che si conoscono lentamente non appena si supera la spessa coltre di calma buddhista.
A gennaio 2009, quando sono arrivata a Yangon per la prima volta, sembrava impossibile far partire il primo progetto di Oikos. Le ONG sono trattate con diffidenza dal regime, pochissime sono riconosciute e autorizzate. Abbiamo potuto iniziare a lavorare subito grazie all’intraprendenza del partner locale, un’associazione di naturalisti locali di nome BANCA (Biodiversity And Nature Conservation  Association  www.banca-env.org).

 

L’obiettivo del progetto è rafforzare lo sviluppo del capitale umano e sociale della società civile birmana per la conservazione delle foreste e della biodiversità come strumento di sviluppo sostenibile. Organizziamo corsi e incontri per favorire l’apprendimento di nuove conoscenze e lo scambio di informazioni in campo ambientale.

 

La parte più appassionante è indubbiamente il lavoro di campo che mi ha portato a scoprire le foreste di mangrovie della costa, i laghi di montagna, grotte nascoste in cui si ritirano a meditare monaci buddhisti e le diverse tradizioni etniche ancora ben conservate nelle regioni più remote. Un esempio su tutti è l’arcipelago di Myeik, dove i nomadi del mare Moken a tutt’oggi si spostano tra centinaia di isole ricoperte da rigogliose foreste perlopiù disabitate. In ogni villaggio sono stata accolta con calore e curiosità. Gli abitanti mi hanno guidato nelle loro foreste, invitato nelle loro case a prendere il tè, rispondono volentieri alle mie domande. Spesso fanno lo stesso lavoro dei loro nonni, ma con maggiore difficoltà. La popolazione è cresciuta e compete per le risorse, anche con gli interessi più forti di compagnie commerciali. Basta pochissimo, un ritardo nelle piogge o al contrario piogge molto abbondanti, per mettere a rischio la sicurezza alimentare di tante famiglie. Sanno che i loro figli erediteranno foreste e mari più poveri e chiedono aiuto.

 

Adesso stiamo iniziando un nuovo progetto che coinvolgerà 90 villaggi in una campagna di educazione ambientale e supporterà 4 villaggi a gestire le loro foreste in modo sostenibile e iniziare nuove attività generatrici di reddito. Queste comunità non hanno mai ricevuto nessun supporto esterno in passato e hanno tante aspettative su di noi. Insieme ai BANCA e ad altri gruppi locali, faremo del nostro meglio per non deludere le loro speranze”.

 

Lara Beffasti

http://www.istituto-oikos.org/it/cosa-facciamo/progetti.asp?proj=52

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