ANALISI, PIANIFICAZIONE E GESTIONE DELLE RISORSE NATURALI




PIANI TERRITORIALI DI PARCHI E AREE PROTETTE
Un piano territoriale è un documento che fornisce linee guida per la pianificazione e la gestione di un’area protetta, finalizzato alla sua conservazione, valorizzazione, recupero e sviluppo sostenibile.

A questo scopo, un piano territoriale deve rispondere a tre fondamentali quesiti:
1) perché (a quale scopo) l’area protetta è stata istituita;
2) quali sono gli obiettivi futuri che l’area protetta deve perseguire (che tipo di luogo vogliamo che l’area protetta diventi);
3) quali azioni e mezzi sono necessari al fine di raggiungere gli obiettivi stabiliti.

Il piano deve pertanto stabilire chiari obiettivi e individuare e coordinare attività e mezzi necessari per il loro conseguimento.
Un esempio in Africa
Istituto Oikos si è occupato della preparazione del piano di gestione del Parco Nazionale di Arusha (Tanzania) nel 2003. La preparazione del piano si è svolta con metodo partecipativo e interattivo che ha previsto il coinvolgimento di un team interdisciplinare, composto da personale del parco a vario livello, dal direttore ai guardaparco, da rappresentanti del distretto e delle comunità locali adiacenti al parco, da ricercatori, da rappresentanti delle principali compagnie di turismo operanti nell’area. Il piano del parco è stato preparato tenendo in considerazione i seguenti elementi chiave e le relative problematiche e sviluppi:
  • risorse naturali
  • risorse culturali
  • educazione e formazione
  • ricerca e monitoraggio
  • gestione del turismo e dei visitatori
  • operazioni e attività di mantenimento
  • benefici socio-economici e alle comunità locali


  • Per sapere di più sui piani territoriali di parchi e aree protette prodotti da Istituto Oikos, visita i nostri progetti.



    PIANI FAUNISTICI E FAUNISTICO-VENATORI
    I Piani Faunistici e i Piani Faunistico - Venatori sono documenti che forniscono le linee guida per una efficace e corretta conservazione della fauna, intesa sia come protezione e tutela sia come gestione e utilizzo sostenibile delle popolazioni animali, con particolare riferimento alla componente vertebrata delle zoocenosi.

    I Piani Faunistici, applicati di norma alle aree protette (Parchi Nazionali e Regionali, Riserve Naturali ecc.), sono strumenti per la definizione di linee di protezione e gestione relative al settore faunistico, volte principalmente a mantenere ovvero a ricostituire zoocenosi il più possibile complete e stabili e a garantire situazioni di equilibrio tra fauna selvatica, ambiente e presenza dell'uomo. I Piani faunistici si configurano quali Piani di settore, mirati alla componente animale dell'ecosistema. nell'ambito di una più complessiva analisi e gestione dell'ambiente e del territorio.

    I Piani Faunistico-Venatori, applicati a contesti e ad unità di gestione territoriale in cui è previsto un prelievo venatorio a carico delle popolazioni di Uccelli e Mammiferi (Regioni, Provincie, Ambiti Territoriali di Caccia, Comprensori Alpini di Caccia, Aziende Faunistico Venatorie ecc.) sono strumenti per la definizione di linee di gestione che contemplino la possibilità di un corretto prelievo venatorio. I Piani Faunistico – Venatori perseguono il mantenimento e/o la ricostituzione di popolazioni animali commisurate, nelle loro consistenze, con le potenzialità dell’ambiente, ben strutturate nel rapporto tra sessi e classi d’età, in grado di consentire prelievi sostenibili nel tempo.

    I Piani Faunistici e i Piani Faunistico – Venatori presuppongono l’acquisizione i informazioni di base sulla entità e composizione delle popolazioni e le potenzialità faunistiche del territorio. Prendono in esame interventi di riqualificazione ambientale e faunistica, di controllo e di prelievo.
    Un esempio in Italia
    Istituto Oikos ha maturato una approfondita esperienza nell’ambito della progettazione e realizzazione di Piani Faunistici e di Piani Faunistico-Venatori. Tra gli altri, nel 1999-2000 ha redatto il Piano Faunistico Venatorio della Provincia di Bergamo, conducendo, in particolare, un’analisi comparata delle presenze faunistiche reali e potenziali del territorio provinciale. Nel 2002 ha realizzato il Piano di settore per la tutela e la gestione della fauna nel Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate, giungendo, in particolare, ad una definizione del valore faunistico del territorio dell’area protetta.

    Per sapere di più sui Piani Faunistici e sui Piani Faunistico-Venatori prodotti da Istituto Oikos, visita i nostri progetti.





    PROGRAMMI DI MONITORAGGIO FAUNISTICO ED AMBIENTALE
    I programmi di monitoraggio faunistico ed ambientale hanno come scopo la verifica dello stato di qualità della componente faunistica e, più in generale, dell'ambiente, attraverso un controllo sistematico di specifici parametri, individuati quali indicatori, caratteristici per ognuna delle matrici che compongono le zoocenosi e l'ambiente naturale. In tal senso i programmi di monitoraggio permettono di misurare l'evoluzione e il cambiamento delle comunità animali e degli ecosistemi. In particolare, il monitoraggio della fauna selvatica, finalizzato a definire la consistenza e la struttura ovvero l’abbondanza relativa e la dinamica delle popolazioni animali, si basa sull’applicazione di metodi diretti e indiretti, esaustivi e campionari, scelti in rapporto alle caratteristiche eco-etologiche delle diverse specie e degli ambienti in esame, nonché alle finalità specifiche del monitoraggio. Le informazioni desunte dalla realizzazione di censimenti e conteggi relativi sono di fondamentale importanza per la definizione di strategie di conservazione e gestione di specie rare e/o in pericolo, di specie problematiche, di specie di interesse turistico e venatorio e, di conseguenza, rappresentano dati fondamentali sia per la preparazione di Piani Faunistici e Faunistico-Venatori sia anche di specifici interventi gestionali quali la definizione delle potenzialità faunistiche del territorio, le immissioni (reintroduzioni e ripopolamenti), le azioni di controllo, i piani di prelievo.
    Un esempio in Italia
    Al fine di valutare i risultati di un progetto pluriennale di reintroduzione dello stambecco (Capra ibex) realizzato negli anni 1987-1990 nel comprensorio delle Alpi Orobie, Istituto Oikos ha realizzato, nel corso del 2004, in collaborazione con il Parco delle Orobie Bergamasche e con le provincie di Bergamo, Brescia, Lecco e Sondrio (Lombardia), un censimento esaustivo della neocolonia. I risultati hanno dimostrato un forte incremento delle consistenze e un indiscusso successo dell’operazione di riqualificazione faunistica.

    Per sapere di più sui Piani Faunistici e sui Piani Faunistico-Venatori prodotti da Istituto Oikos, visita i nostri progetti.
    Un esempio in Africa
    Nel corso del più vasto progetto per la conservazione del sistema naturale del Monte Meru in Tanzania, Istituto Oikos ha realizzato un monitoraggio, a cadenza mensile, dell’avifauna acquatica presente nel sistema dei laghi di Momella, all’interno del Parco Nazionale di Arusha. I risultati, confrontati anche con dati pregressi degli anni ’60 hanno permesso di stabilire come la popolazione di alcune specie di anatidi sia drammaticamente in declino.


    Per sapere di più sui programmi di monitoraggio faunistico ed ambientale condotti da Istituto Oikos, visita i nostri progetti.



    PROGETTI DI MIGLIORAMENTO AMBIENTALE
    I progetti di miglioramento ambientale hanno come scopo il ripristino degli habitat originali e la riproduzione naturale di fauna selvatica autoctona, mediante specifici interventi tecnico-operativi.

    Tali interventi riguardano principalmente:
    la gestione forestale: le aree boscate rivestono una notevole importanza dal punto di vista -ambientale per il mantenimento idrogeologico del territorio, -economico per la produzione di legname e altri prodotti, -sociale per la funzione ricreativa; le foreste rappresentano inoltre ambiti per la produzione di fauna selvatica.
    la gestione faunistico-ambientale che prevede, tra gli altri, interventi quali la creazione e conservazione di siepi, il ripristino e/o la creazione di punti di abbeverata, l’istituzione di coltive a perdere;
    la gestione degli agro-sistemi che prevede ad esempio interventi quali la conservazione delle stoppie, l’uso razionale di prodotti chimici, il set-aside faunistico.
    Un esempio in Italia
    Nell’ambito del progetto “Foreste e biodiversità faunistica in Lombardia” sono state definite le strategie e gli interventi di gestione forestale ed ambientale finalizzati ad un incremento della biodiversità. In particolare, sono state fornite indicazioni per un miglioramento ambientale teso ad arricchire le disponibilità alimentari ed idriche del territorio predisponendo aree idonee al pascolo, al rifugio e alla riproduzione delle diverse specie. Differenti tipi di interventi selvicolturali, dalla creazione di radure, al diradamento selettivo alla creazione di un piano arboreo con presenza di specie fruttifere, sono state proposte.
    Un esempio in Africa
    Le foreste del Monte Meru rivestono un ruolo fondamentale nel mantenimento degli equilibri idrogeologici e degli approvvigionamenti idrici dell’intera Regione di Arusha in Tanzania. Il progetto gestito da Istituto Oikos nel 2002-2004 ha previsto la realizzazione, a livello di villaggi campione e di concerto con gli organismi operanti nella gestione forestale e ambientale, di vivai forestali, di interventi di rimboschimento basati anche su criteri naturalistici, e/o di iniziative volte alla riduzione dei consumi di legname a carico delle residue aree boschive.



    Per sapere di più sui programmi di di miglioramento ambientali eseguiti da Istituto Oikos, visita i nostri progetti.



    PROGETTI DI REINTRODUZIONE E RIPOPOLAMENTO DI FAUNA SELVATICA
    I progetti di reintroduzione e ripopolamento sono strumenti attivi di conservazione della fauna selvatica, mirati al restauro della complessità delle zoocenosi e della funzionalità dei sistemi naturali, al fine ultimo di aumentarne la stabilità. Tali interventi, effettuati allo scopo di fornire un contributo alla conservazione di una specie minacciata di estinzione o, comunque, pesantemente depauperata nelle sue consistenze, vengono realizzati sulla base di specifici protocolli che verificano, nel dettaglio, le condizioni per la fattibilità e l’efficacia dell’intervento e ne definiscono gli aspetti progettuali, esecutivi e di monitoraggio dei risultati.

    I progetti di reintroduzione comportano l’immissione di entità faunistiche al fine di ristabilire una presenza di tale entità in una parte del suo areale di documentata presenza naturale in tempi storici, nella quale essa risulti estinta per cause riconducibili all’azione dell’uomo. I progetti di reintroduzione per la conservazione di specie minacciate contribuiscono ad un ripristino di elevati valori di biodiversità.

    I progetti di ripopolamento comportano l’immissione di entità faunistiche in un’area in cui tale entità è già presente, al fine di incrementare il numero di individui. Essi vengono attuati quando una popolazione viene giudicata numericamente troppo esigua rispetto alla situazione pregressa e/o alle potenzialità dell’ambiente. Un ripopolamento dovrebbe mirare, attraverso l’immissione di nuovi individui, a sostenere una specie in crisi a seguito di una forte contrazione numerica, al fine di recuperare una propria stabilità ed autonomia.

    Un esempio in Italia
    Dal 1998 al 2002 Istituto Oikos ha coordinato le operazioni di cattura, traslocazione e immissione di camosci nel territorio gestito dal Comprensorio Alpino Val Chiavenna. Venti animali sono stati catturati nel settore settentrionale del Comprensorio, in Valle di Lei, per essere rilasciati in sinistra idografica della Val Chiavenna, dopo una valutazione complessiva dell’idoneità del territorio di immissione. Dieci camosci sono stati muniti di radiocollari per controllare i movimenti dei soggetti e la dinamica della neocolonia.


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    RICERCHE ECO-ETOLOGICHE
    Le ricerche di eco-etologia sono finalizzate allo studio di particolari aspetti della biologia, dell’ecologia e del comportamento delle specie animali. I principali filoni d'indagine riguardano la distribuzione spaziale ed ecologica, la struttura e la dinamica di popolazione, la nicchia trofica e le relazioni utilizzo/disponibilità delle risorse alimentari, le preferenze ecologiche e le interazioni con l'ambiente, il comportamento riproduttivo. Le indagini eco-etologiche sono principalmente finalizzate alla conservazione e gestione delle specie rare, in pericolo o di particolare interesse gestionale, turistico e/o venatorio.
    Un esempio in Italia
    Istituto Oikos ha condotto, sull'arco alpino lombardo, una ricerca eco-etologica sulla pernice bianca (Lagopus mutus), al fine di raccogliere elementi conoscitivi utili per l'elaborazione di un piano di conservazione e di gestione faunistico-venatoria del tetraonide. Avvalendosi anche della tecnica della radiotelemetria sono state condotte indagini relative alle preferenze ambientali e alimentari, all'utilizzo dello spazio, al successo riproduttivo e alla dinamica di popolazione.

    Un esempio in Africa
    Nell’ambito di un più vasto progetto realizzato nel nord della Tanzania, nel Parco Nazionale del Tarangire, Istituto Oikos ha condotto uno studio sull’utilizzo dello spazio e sui movimenti migratori dell’elefante africano (Loxodonta africana). Mediante l’uso di radiotelemetria applicata a GPS, si sono ottenuti dati riguardanti la localizzazione, i movimenti, l’home-range e il comportamento degli elefanti.


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    VALUTAZIONI D’INCIDENZA
    La valutazione d’incidenza è un procedimento di carattere preventivo cui è necessario sottoporre ogni progetto d’intervento e tutti i piani che interessano il territorio dei siti, o proposti siti, della rete Natura 2000, quali Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS). Si tratta di una procedura di valutazione degli effetti che la realizzazione dei piani/progetti può determinare su un sito. Se la valutazione d’incidenza non evidenzia la possibilità che la realizzazione di tali opere o la messa in opera di tali piani arrechi danno al territorio interessato, tale opera o piano potrà essere realizzato, previa autorizzazione da parte dell’autorità competente. Qualora si evidenzi che l’opera o il piano arrecherà danno in qualche misura al sito, ma debba essere comunque realizzato per importanti motivi di interesse pubblico, sociale e/o economico, lo Stato è tenuto a mettere in atto azioni/misure di compensazione del danno arrecato, in modo da garantire la conservazione e la gestione corretta dei siti. Per poter effettuare una Valutazione di Incidenza, è essenziale avere un quadro conoscitivo del sito e del paesaggio circostante entro cui si intende realizzare un intervento ed una approfondita conoscenza delle esigenze ecologiche delle specie presenti, sulla base di specifici indicatori, su cui si baserà, appunto, la Valutazione di Incidenza. Si dovrà, inoltre, procedere all’identificazione degli obiettivi gestionali, di dettaglio e conflittuali, oltre che ad un’appropriata valutazione dei costi.
    Un esempio in Italia
    Istituto Oikos si è occupato della Studio per la Valutazione d’Incidenza del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Lecco, nella quale ricadono interamente 6 Siti di Importanza Comunitaria (SIC). Il Piano prevede interventi di vario tipo, dalla valorizzazione del patrimonio paesistico, alla costruzione del sistema ecologico e idrogeologico, alla valorizzazione di beni storici-architettonici. Tutte le azioni previste sono state valutate rispetto alla conservazione dei Siti Natura 2000, previa raccolta e organizzazione di tutte le informazioni e dati riguardanti i SIC interessati.

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