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L’acqua oggi e nei prossimi vent’anni (almeno)

Arusha, Tanzania: sorgenti, una rete di distribuzione, impianti igienici. E una comunità attenta al presente e al futuro dei propri consumi idrici

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Progetto Migliorare l’accesso all’acqua e gli standard igienico-sanitari per perseguire i MDG nella Regione di Arusha in Tanzania
Periodo 2011-2014
Settore Sicurezza alimentare | Risorse naturali | Educazione alla sostenibilità
Area Africa
Paese Tanzania
Stato Concluso
Partner Oikos East Africa | Consiglio del Distretto di Meru | CBHCC Community Based Health Care Council, Tanzania
Enti finanziatori Unione Europea | Charity and Defense of Nature Trust

I ward di Leguruki e King’ori del distretto di Meru sono un ambiente di transizione tra montagna e pianura, dove la foresta fitta cede il passo alle acacie.
La popolazione locale, perlopiù di etnia Meru, vive soprattutto di agricoltura. Nella zona, infrastrutture e servizi primari come strade, elettricità, ospedali e scuole sono rare o inadeguate, quando non mancano del tutto.

La comunità di Nkoasenga e altri soggetti locali hanno espresso il desiderio di un migliore sistema idrico per la zona. Il sistema di distribuzione, risalente al 1958 e pensato per servire meno di quindicimila persone, non può bastare ai 50.000 abitanti di oggi, che — donne e bambini in particolare — sono costretti a camminare per chilometri per trovare l’acqua nei villaggi circostanti.

La dura ricerca dell’acqua

La presenza del Parco Nazionale di Arusha rende l’area particolarmente sensibile dal punto di vista del rischio ambientale. Oikos ha collaborato con le comunità e le autorità locali per definire un approccio sostenibile allo sviluppo delle fonti di acqua potabile, eseguendo una dettagliata valutazione di impatto ambientale che permetterà di soddisfare anche la domanda stimata per il futuro, in particolare con l’orizzonte di riferimento del 2030.

In base al progetto, verranno potenziati e restaurati i 60 chilometri già esistenti di acquedotto, con l’aggiunta di circa 110 nuovi km, per una migliore distribuzione dell’acqua delle due sorgenti preesistenti di Nasula e Makilenga (portata complessiva di 13 l/s) e del nuovo punto di prelievo di Malemeu (8 l/s).
Questo farà crescere del 65% la disponibilità di acqua non contaminata da livelli troppo alti di fluoruri.

Le esigenze di oggi e dei prossimi vent’anni

Nuovi serbatoi permetteranno anche di rendere la distribuzione più affidabile.
Assisteremo le famiglie locali nella costruzione di latrine a basso costo — che abbiamo reso più efficienti e igieniche con un lavoro attento di progettazione tecnica, e per le quali forniremo il materiale necessario.
Una fase sperimentale studierà la possibilità della diffusione e uso di latrine con la produzione di compost.

Equipaggeremo dieci scuole e centri sanitari con strutture per la raccolta di acqua piovana, a integrazione di quella distribuita dalla rete e per usi sanitari e di lavaggio.
Infine, realizzeremo una campagna diffusa di igiene ed educazione sanitaria, in collaborazione con il Distretto di Meru.

Gestione sostenibile

Ci impegneremo per rafforzare le capacità della Makilenga Water Users’ Association (già KIA Board), con l’obiettivo di diffondere un clima di fiducia tra i beneficiari. Il progetto faciliterà le formalità di registrazione e sosterrà la formazione di staff qualificato; contribuirà poi alla definizione di un business plan, compresi lo studio delle tariffe e del sistema di riscossione: l’obiettivo è far nascere un ente, espresso dalla comunità locale, che sia in grado di gestire le proprie risorse in modo attento all’ambiente.

Il nostro impegno lascerà su questo territorio diversi risultati misurabili: seicento latrine ventilate e migliorate, costruite da artigiani locali o dalle famiglie beneficiarie stesse; l’accesso a 700.000 litri supplementari di acqua ogni giorno grazie alla nuova fonte di Malemeu; uno o due punti pubblici di distribuzione dotati di misuratori, a meno di 500m dalle abitazioni; una nuova perforazione equipaggiata con una pompa solare, per una maggiore disponibilità di acqua potabile; 10 impianti di raccolta delle precipitazioni pluviali, con dispositivi di filtrazione; la ristrutturazione o costruzione ex novo di serbatoi per un totale di 530 m3; una campagna di igiene condotta in 26 scuole e seminari.
L’intero progetto avrà alla base il principio della partecipazione della comunità ai processi decisionali.


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