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Wet-bridge

Ripristinare e valorizzare 9 zone umide della pianura lombarda, per connettere le popolazioni animali e vegetali che vivono tra due grandi fiumi: il Ticino e l’Olona

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Progetto WET-BRIDGE. Un “ponte d’acqua” per la connessione tra aree umide: dal fiume Ticino ai fiumi Rile, Tenore e Olona
Periodo 2014-2017
Settori Risorse Naturali
Area Europa
Paesi Italia
Stato In corso
Partner Comune di Cassano Magnago | Comune di Albizzate | Parco Lombardo della Valle del Ticino | Parco Locale di Interesse Sovracomunale Rile-Tenore-Olona
Ente finanziatore Fondazione Cariplo | Holcim (Italia) s.p.a.

L’importanza delle zone umide: ambienti fragili e delicati

Le zone umide, ossia laghi, fiumi, stagni e paludi, sono ambienti di estrema importanza, perché racchiudono una risorsa fondamentale per la vita di animali, piante e anche dell’uomo: l’acqua. Queste aree rappresentano risorse essenziali per molte specie animali e vegetali che solo qui possono riprodursi e sopravvivere, ma sono anche ecosistemi molto fragili e delicati, considerati oggi tra i più minacciati del pianeta. Le minacce principali sono direttamente legate alle attività dell’uomo: inquinamento, drenaggio, bonifica, sovrasfruttamento. Inoltre, un problema relativamente recente riguarda la presenza di specie animali e vegetali non originarie del nostro paese (chiamate per questo alloctone), presenti in questi ambienti per i più disparati motivi. Un esempio è la tartaruga dalle orecchie rosse, una specie acquatica di origini americane: comprata quando è ancora di piccole dimensioni nei negozi di animali, è poi spesso abbandonata in stagni e laghetti una volta diventata troppo ingombrante. Questa tartaruga è in parte responsabile della scomparsa dalle nostre zone umide della testuggine palustre europea, specie considerata a rischio di estinzione, perché vive negli stessi ambienti, entrando in competizione per il cibo e altre risorse vitali.

La connessione ecologica

La Pianura Padana è una delle aree in cui gli habitat naturali sono maggiormente frammentati e spesso in cattivo stato di conservazione. Tuttavia, la pianura conserva al suo interno una serie di aree naturali “isolate” di grande rilievo dal punto di vista della biodiversità, in particolare in corrispondenza dei grandi fiumi, come il Ticino e l’Adda. Le zone umide ben conservate sono, in questo contesto, risorse chiave per garantire la connessione tra i fiumi, in modo che le diverse specie legate agli ambienti acquatici possano disperdersi e colonizzare nuove aree. È molto importante che le aree umide siano vicine tra loro, in modo da creare una “rete” in cui le specie possano muoversi. 

Gli interventi

Abbiamo individuato 9 zone umide della provincia di Varese, comprese nel Parco del Ticino, nel Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) Rile Tenore Olona e nei comuni di Cassano Magnago e Albizzate, dove realizzeremo interventi di rinaturalizzazione. Come primo passo faremo dei rilievi della vegetazione e della fauna che popolano le zone umide e della morfologia e profondità di pozze e stagni, in modo da calibrare al meglio l’azione. La fase operativa sarà un vero e proprio restyling delle zone umide, che aumenteranno in naturalità e biodiversità, grazie a questi interventi:

  • modificheremo la rete idrica per evitare il processo di interramento delle aree, che altrimenti sarebbero destinate a scomparire;
  • creeremo nuove piccole pozze per la riproduzione degli anfibi: questi animali soffrono della presenza di pesci, voraci predatori di uova, in stagni e laghetti e sono quindi favoriti da piccole pozze con acqua bassa;
  • miglioreremo la vegetazione, rimuovendo le specie non originarie e invasive e piantumandone di nuove, più adatte.

Le aree dove lavoriamo saranno anche attrezzate per ospitare visitatori e scuole. Coinvolgeremo le scolaresche in attività educative durante le quali i ragazzi potranno trasformarsi in piccoli ricercatori.

Infine, per valutare la buona riuscita degli interventi, effettueremo rilievi di vegetazione, fauna e qualità delle acque dopo il termine dei lavori. Grazie ad un accordo di rete tra i partner e volontari appositamente preparati, tutte le aree saranno monitorate e mantenute in buono stato di conservazione anche dopo la fine del progetto.



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