ITA ENG

Iniziative concrete e sostenibili per fronteggiare i cambiamenti climatici

Dagli impianti biogas alla coltivazione di cereali resistenti alla siccità, alla creazione di un’impresa sociale femminile: le nostre proposte per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni Maasai nel nord della Tanzania.

Diffondi Il Progetto

Progetto: TERRA - Azioni integrate per incrementare la resilienza ai cambiamenti climatici delle comunità pastorali nel Nord della Tanzania
Periodo: 2017/2019
Settori: Sicurezza alimentare Clima ed Energia Economia Locale
Area: Africa
Paese: Tanzania e Italia
Stato: approvato. Data d'inizio prevista: 1 marzo 2017 
Partner: Distretto di Arusha | Distretto di Meru | Municipalità di Arusha Tanzania Maasai Women Art Altromercato Nuova Accademia di Belle Arti Comune di Milano Conceria Newport srl S.E.V.A. srl
Ente Finanziatore: Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS)

La Tanzania è uno dei Paesi con i più alti tassi di povertà e sta soffrendo gravemente le conseguenze negative dei cambiamenti climatici. Prima fra tutte la siccità, che affligge le praterie tipiche dell’area, e la pericolosa, drastica diminuzione delle risorse idriche. Queste terre sono inoltre sovra sfruttate dalle comunità Maasai, che le utilizzano come pascoli per un numero sempre maggiore di capi bovini e ovini. Ad aggravare questo scenario si aggiungono la fragilità e la mancanza di diversificazione dell’economia locale, che ruota quasi esclusivamente attorno alla pastorizia.
Con il progetto TERRA, che va a rafforzare l’intervento del nostro progetto Ecoboma, finanziato dall’Unione Europea, vogliamo supportare le comunità Maasai del Nord della Tanzania nel trovare soluzioni sostenibili che possano arginare gli effetti di un clima che cambia. Ecco la nostra strategia riassunta in 4 settori chiave.

1. Gestione del territorio e conservazione dei pascoli
Le praterie sono aree fondamentali per i pastori Maasai: l’uso eccessivo dei pascoli ne ha provocato un deterioramento evidente ma è necessario valutare con precisione lo stato attuale di queste zone a rischio per poter prendere decisioni condivise sulla loro futura gestione. Lo faremo con il piano di monitoraggio ecologico utile per individuare le aree più esposte al degrado e, in seguito, sviluppare mappe e piani d’uso a livello di villaggio con la partecipazione attiva delle comunità.

2. Promozione di pratiche che aumentino la resilienza delle comunità
Una delle cause principali della desertificazione è il taglio degli alberi di acacia per utilizzare la legna come fonte di energia e per le recinzioni dei boma*. Impianti domestici di biogas - una miscela di diversi gas naturali - e la piantumazione di alberi di Commiphora, ottimo sostituto per le recinzioni dei boma, contribuiranno a ridurre il fenomeno del disboscamento. Reintrodurremo inoltre coltivazioni di cereali resistenti alla siccità come sorgo e miglio, che sostituiranno gradualmente il mais, specie non adatta al territorio.

3. Una microimpresa femminile per la concia vegetale
Se rilanciato adeguatamente, il settore della lavorazione della pelle può diventare un’attività in grado di creare un reddito alternativo per le popolazioni Maasai della Tanzania. Uno dei punti nevralgici del nostro progetto è la creazione di una micro impresa a conduzione femminile che si occupi di concia vegetale e lavorazione della pelle. Per questa iniziativa collaboreremo con esperti italiani del settore che adatteranno le loro competenze al contesto dell’intervento. 30 donne Maasai saranno coinvolte in questo esperimento pilota, in modo da creare un modello di crescita economica alternativa e sostenibile.

4. Conoscere il fenomeno dei cambiamenti climatici
Cambiamenti climatici, sicurezza alimentare e abitudini quotidiane sono temi strettamente legati. Per noi è importante che tutti ne siano consapevoli, nel Nord come nel Sud del mondo. Per questo coinvolgeremo 11 scuole primarie di Arusha in una campagna di sensibilizzazione e, in parallelo, proporremo seminari e spettacoli teatrali per gli studenti della Lombardia e uno scambio di best practices su questi temi tra il Comune di Milano e la Municipalità di Arusha. Infine formeremo circa 40 funzionari delle istituzioni della Regione di Arusha per creare un Team Tecnico Operativo sui cambiamenti climatici.

*Boma: gruppo di capanne fatte di fango e sterco, disposte in cerchio, con un ampio spazio al centro per il bestiame e circondate da recinzioni di rami di acacia.

Sostieni questo progetto

Oppure usa le nostre coordinate
inserendo nella causale il nome del progetto che desideri sostenere

BONIFICO BANCARIO:
intestato a Istituto Oikos Onlus
Banca Popolare di Sondrio, ag. 1 - via Porpora 104, Milano 20131
IBAN IT80R0569601602000006906X78

CONTO CORRENTE POSTALE:
c/c 61923629
intestato a Istituto Oikos

Sostieni Oikos

Oppure usa le nostre coordinate
inserendo nella causale il nome del progetto che desideri sostenere

BONIFICO BANCARIO:
intestato a Istituto Oikos Onlus
Banca Popolare di Sondrio, ag. 1 - via Porpora 104, Milano 20131
IBAN IT80R0569601602000006906X78

CONTO CORRENTE POSTALE:
c/c 61923629
intestato a Istituto Oikos