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Elefanti in movimento

Le migrazioni dei grandi mammiferi nel Tarangire non sempre vanno d’accordo con le attività dell’uomo: ma un dialogo è possibile. Le prospettive del turismo verde in Tanzania

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Progetto Analisi dei movimenti migratori dei grandi mammiferi e delle interazioni con le attività antropiche nell'area del Tarangire (Tanzania), come contributo alla definizione di una strategia di sviluppo sostenibile
Periodo 1995-1998
Settore Risorse naturali
Area Africa
Paese Tanzania
Stato Concluso
Partner Tarangire National Park
Ente finanziatore EuropeAid

È il primo progetto di cooperazione internazionale che abbiamo realizzato!
Lo abbiamo portato a termine nel Parco Nazionale del Tarangire e nelle aree circostanti, compreso il lago Manyara e la vasta regione della Steppa Maasai, nel nord della Tanzania.
Il parco ospita una delle più grandi popolazioni di erbivori selvatici — elefanti in particolare — di tutta l'Africa Orientale.

Abbiamo contribuito a definire una strategia per la gestione dell'area. L’obiettivo era assicurare la tutela più efficace delle popolazioni migratrici di grande fauna (elefanti, bufali, zebre e gnu), riducendo i conflitti tra fauna selvatica e attività umane e favorendo lo sviluppo sociale ed economico delle popolazioni locali.

Mammiferi che migrano

Durante la stagione secca, i grandi mammiferi si concentrano all'interno del Parco, attratti dalle acque permanenti del fiume Tarangire.
Al sopraggiungere delle piogge, però, molti migrano all'esterno. Qui trovano pascoli più nutrienti, ma anche un ambiente naturale in rapida trasformazione, pressato da una popolazione umana in crescita esponenziale e da un'agricoltura su larga e piccola scala che interessa aree sempre più estese.

Di conseguenza, il Parco del Tarangire corre il rischio di rimanere isolato e di non poter più garantire la sopravvivenza delle popolazioni di erbivori che frequentano il suo territorio solo stagionalmente. Questo significherebbe perdere un patrimonio ambientale di importanza globale riconosciuta, ma soprattutto toglierebbe alle popolazioni locali una fonte di sostentamento potenziale: il turismo naturalistico.

Le prospettive dell’ecoturismo

Se adeguatamente valorizzata, le attività economiche legate a questo tipo di turismo potrebbero costituire un’alternativa molto valida alle fonti tradizionali di reddito, l'agricoltura e l'allevamento del bestiame.

Oikos ha studiato le caratteristiche zoologiche ed ecologiche dell'area del Tarangire, producendo cartografia di base e tematica: carte di distribuzione delle principali specie di grandi mammiferi, carte di uso del suolo ecc.
Abbiamo individuato le aree esterne al parco più importanti per le migrazioni dei grandi erbivori, attraverso il radio-tracking di 20 tra zebre e gnu e di 7 elefanti con radiocollari satellitari, il monitoraggio aereo e terrestre dei branchi di grandi erbivori e la produzione di mappe partecipative di villaggio — identificando i corridoi di migrazione in base alle conoscenze locali.

Gli studi e le strategie

Inoltre abbiamo condotto un'indagine demografica sulle popolazioni umane residenti nell'area limitrofa al Parco Nazionale, e abbiamo definito le raccomandazioni e le strategie gestionali da mettere in atto per consentire la conservazione e lo sviluppo sostenibile dell'area del Tarangire. Infine, Oikos ha prodotto un archivio bibliografico, cartografico e fotografico dell'area considerata, affiancato da una serie di materiali educativi e divulgativi.

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